SLIDER UP HOTEL
SLIDER UP HALL
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Hotel 4 stelle Venezia

Ti trovi in una posizione unica per Venezia, sei direttamente affacciato sul Canal Grande accanto a Cà Giustinian, sede storica della Biennale.

Siamo abituati a dirti che ti trovi ad un passo da Piazza San Marco con la sua Basilica e Palazzo Ducale, cuore pulsante di Venezia e salotto dei veri Veneziani. In tutta sincerità, di passi ve ne sono più o meno quaranta.

Immagina il panorama che vedi dalle camere che guardano il Canal Grande, domini l’intero Bacino di San Marco e sei esattamente davanti alle isole di San Giorgio e la Giudecca, praticamente dentro la Punta della Dogana, della Basilica barocca della Madonna della Salute, unico palazzo di culto a pianta ottagonale ed a pochi passi dalla chiesa di San Moisè.

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Entra in Hotel e pensa che stai ricalcando i passi di Giacomo Casanova, in un palazzo all’ origine di proprietà della nobile famiglia Dandolo, che accolse dal 1638 il primo “Ridotto” pubblico, un luogo dove nobili e ogni genere di persone (nobili e reali, ma anche avventurieri, prostitute, bari, viaggiatori, commercianti ecc.) si “riducevano”, si ritiravano, per diversi motivi: giochi d’azzardo, piaceri delle cortigiane, relazioni sociali e politiche.

Come puoi ben immaginare, Giacomo Casanova considerò questo posto, la scenografia ideale per le sue conquiste e per il suo stile di vita goliardico che lo ha reso famoso in ogni angolo del mondo.

LA STORIA

Forse non sapevi che nel 1638 l’Hotel Monaco era un Ridotto pubblico, un luogo dove i veneziani si “riducevano”, cioè si ritiravano per il gioco d’azzardo, le feste, i divertimenti, e tutti passatempi che incarnano perfettamente lo spirito della mentalità mercantile veneziana.

L’hotel è aperto durante il Carnevale, che allora durava sei mesi, il Ridotto si guadagnò una notorietà impareggiabile divenendo luogo frequentato da moltissimi viaggiatori attratti dalla mondanità e cosmopolita del carnevale veneziano che offriva la stagione teatrale più intensa e stravagante d’Europa, le feste e i divertimenti più disparati, una scelta di ritrovi da gioco veramente senza eguali. Le entrate nelle casse dello stato erano incredibilmente alte.

Nel 1768, dopo 130 anni di servizio, il Ridotto ebbe bisogno di un restauro complessivo e l’incarico fu affidato all’architetto Bernardino Maccaruzzi che ne modificò la struttura interna e la rese più funzionale.

I giochi più frequenti erano la bassetta, il faraone e il birbiss (la “nostra” roulette), ma forse il gioco più famoso all’epoca era lo sbaraglino.

Citato anche da Casanova come esempio di connubio tra passione e tensione emotiva, questo gioco era conosciuto anche in Persia e in Cina.

Nell’antica Roma era chiamato tric trac, mentre in Inghilterra prese il nome di “backgammon”. Giochi d’azzardo, dissipazioni di capitali, frequentazione di mezzani, prostitute, collegamento tra usurai e nobili tenitori di banchi, sono tutti aspetti di questo fenomeno che assumeva agli occhi della gente l’apparenza dello scandalo.

Fu così che il 27 novembre 1774, il Consiglio dei Dieci decretò la definitiva chiusura del Ridotto.

Il momento di grande splendore terminò e il luogo divenne prima sede di una magistratura governativa, poi deposito di materiali. L’ultimo tentativo di riportarlo agli antichi splendori venne attuato dai Francesi ma l’arrivo in città degli Austriaci ne provocò l’ennesima chiusura.

Da allora fu utilizzato per feste durante l’ormai breve periodo di Carnevale.

Nel 1936 fu eseguito un altro pesante restauro. L’idea era quella di alloggiarvi il Casinò di Venezia ma la Curia si oppose e pertanto il luogo ospitò la sala di proiezione del cinema Modernissimo.

Nel 1947 il palazzo subì l’ultima trasformazione prima di ospitare l’Hotel Monaco, accogliendo un piccolo teatro per il quale si è voluto riproporre il nome di Ridotto.

L’idea di utilizzare lo spazio del Ridotto per gli spettacoli teatrali fu proposta da Arturo Buleghin, ex partigiano che, rientrato dalla Francia, portava negli occhi e nel cuore la vivace cultura teatrale francese.

Il 9 dicembre 1947 la Soprintendenza concedeva a Buleghin di concretizzare il suo sogno a patto che l’architettura del Ridotto non venisse alterata. I lavori eseguiti destarono parecchie perplessità ma continuarono senza intoppi perché, essendo chiuso il Teatro Goldoni, il piccolo teatro di Buleghin rimaneva l’unica possibile alternativa per il pubblico veneziano.

Mentre il Cinema chiuse i battenti nel 1984 per motivi tecnici e di mercato, il teatro continuò a funzionare fino al 1992.

Negli ultimi anni la compagnia di Paolo Poli ha attirato un vasto pubblico di appassionati di prosa consapevoli che, entrare in questo luogo magico, fosse come aprire una finestra dove spazio e tempo si sono fermati.

Il recente restauro è riuscito a far rivivere, con segni contemporanei, le emozioni che gli spazi dell’antico palazzo suscitavano fin dalle sue origini offrendo un centinaio di stanze arredate in grande stile per chi vuole vivere e sentire la vera anima di Venezia.

(Fonte: Alberto Fiorin, Fanti e Denari, Arsenale Editrice)

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