Prenota ora

Hotel
Data di arrivo:
Date
Notti:
Adulti:
Bambini:
Camere:

Codice cliente IATA
Codice Promozionale
Prenota Ora
Hotel Monaco & Grand Canal

Hotel Monaco & Grand Canal

Un hotel ricco di fascino e di storia

Hotel Monaco & Grand Canal

La Venezia di Giacomo Casanova

Rivivete l’atmosfera della Venezia di Giacomo Casanova all’Hotel Monaco & Grand Canal!

Salone del Ridotto Hotel Monaco & Grand Canal

Hotel Monaco & Grand Canal

Rivivete lo splendore della tradizione Veneziana all’Hotel Monaco & Grand Canal.

Hotel Monaco & Grand Canal

Hotel Monaco & Grand Canal

Un albergo di lusso dal cuore antico e storico della città Veneziana

Hotel Monaco & Grand Canal

Hotel Monaco & Grand Canal

L’Hotel Monaco & Grand Canal a Venezia è carico di suggestioni artistiche e storiche.

Hotel Monaco & Grand Canal

Hotel Monaco & Grand Canal

Un luogo dove la storia e la cultura hanno lasciato il segno

La Storia dell’Hotel Monaco & Grand Canal

Nel 1638 l’Hotel Monaco era un Ridotto pubblico, un luogo dove i veneziani si “riducevano”, cioè si ritiravano per il gioco d’azzardo, le feste, i divertimenti, e tutti passatempi che incarnano perfettamente lo spirito della mentalità mercantile veneziana.

Aperto durante il Carnevale, che allora durava sei mesi, il Ridotto si guadagnò una notorietà impareggiabile divenendo luogo frequentato da moltissimi viaggiatori attratti dalla mondanità e cosmopolità del carnevale veneziano che offriva la stagione teatrale più intensa e stravagante d’Europa, le feste e i divertimenti più disparati, una scelta di ritrovi da gioco veramente senza eguali. Le entrate nelle casse dello stato erano incredibilmente alte.

Nel 1768, dopo 130 anni di servizio, il Ridotto ebbe bisogno di un restauro complessivo e l’incarico fu affidato all’architetto Bernardino Maccaruzzi che ne modificò la struttura interna e la rese più funzionale.

I giochi più frequenti erano la bassetta, il faraone e il birbiss (la “nostra” roulette), ma forse il gioco più famoso all’epoca era lo sbaraglino.
Citato anche da Casanova come esempio di connubio tra passione e tensione emotiva, questo gioco era conosciuto anche in Persia e in Cina.
Nell’antica Roma era chiamato tric trac, mentre in Inghilterra prese il nome di “backgammon”.

Giochi d’azzardo, dissipazioni di capitali, frequentazione di mezzani, prostitute, collegamento tra usurai e nobili tenitori di banchi, sono tutti aspetti di questo fenomeno che assumeva agli occhi della gente l’apparenza dello scandalo. Fu così che il 27 novembre 1774, il Consiglio dei Dieci decretò la definitiva chiusura del Ridotto.

Il momento di grande splendore terminò e il luogo divenne prima sede di una magistratura governativa, poi deposito di materiali. L’ultimo tentativo di riportarlo agli antichi splendori venne attuato dai Francesi ma l’arrivo in città degli Austriaci ne provocò l’ennesima chiusura. Da allora fu utilizzato per feste durante l’ormai breve periodo di Carnevale.

Nel 1936 fu eseguito un altro pesante restauro. L’idea era quella di alloggiarvi il Casinò di Venezia ma la Curia si oppose e pertanto il luogo ospitò la sala di proiezione del cinema Modernissimo.

Nel 1947 il palazzo subì l’ultima trasformazione prima di ospitare l’Hotel Monaco, accogliendo un piccolo teatro per il quale si è voluto riproporre il nome di Ridotto.
L’idea di utilizzare lo spazio del Ridotto per gli spettacoli teatrali fu proposta da Arturo Buleghin, ex partigiano che, rientrato dalla Francia, portava negli occhi e nel cuore la vivace cultura teatrale francese.

Il 9 dicembre 1947 la Soprintendenza concedeva a Buleghin di concretizzare il suo sogno a patto che l’architettura del Ridotto non venisse alterata. I lavori eseguiti destarono parecchie perplessità ma continuarono senza intoppi perché, essendo chiuso il Teatro Goldoni, il piccolo teatro di Buleghin rimaneva l’unica possibile alternativa per il pubblico veneziano.
Mentre il Cinema chiuse i battenti nel 1984 per motivi tecnici e di mercato, il teatro continuò a funzionare fino al 1992.

Negli ultimi anni la compagnia di Paolo Poli ha attirato un vasto pubblico di appassionati di prosa consapevoli che, entrare in questo luogo magico, fosse come aprire una finestra dove spazio e tempo si sono fermati.

Il recente restauro é riuscito a far rivivere, con segni contemporanei, le emozioni che gli spazi dell’antico palazzo suscitavano fin dalle sue origini offrendo un centinaio di stanze arredate in grande stile per chi vuole vivere e sentire la vera anima di Venezia.

(Fonte: Alberto Fiorin, Fanti e Denari, Arsenale Editrice)