Isole della Laguna – Burano

Burano

Burano

Per sfuggire alle invasioni barbariche del 452 d.C., gli abitanti della città di Altino si rifugiarono nelle isole della Laguna di Venezia tra cui Burano. Il suo nome deriva dalla “Porta Boreana”, uno degli ingressi della città di Altino chiamata così perché posta in direzione da cui soffia il vento di nord-est, la bora. Conosciuta per le sue colorate case e i merletti, l’isola lagunare ha tradizioni molto antiche. Sviluppatasi inizialmente su palafitte, fin dai tempi della Repubblica di Venezia, Burano viveva solo di pesca e solo successivamente l’arte del merletto permise all’isola di farsi conoscere anche all’estero. La storia del merletto inizia nella notte dei tempi legata ad avventure e leggende del passato. Infatti la novella narra che un antico pescatore promesso sposo, durante un’uscita in mare verso l’oriente, venne tentato dal canto delle sirene. L’uomo resistendo ai loro incanti, ricevette un dono dalla regina, rimasta affascinata dalla fedeltà di costui. La sirena colpì con la coda il fianco della nave e dalla schiuma, creatasi dal movimento dell’acqua, formò il velo nuziale per la giovane sposa.

Arrivato il giorno delle nozze, consegnò il dono alla sua fidanzata, la quale fu ammirata ed invidiata da tutte le giovani dell’isola e costoro cominciarono ad imitare il merletto del suo velo utilizzando ago e filo sempre più sottile, sperando così di creare un ricamo ancora più bello per il loro abito da sposa.

Le prime testimonianze della fioritura del commercio di merletti risalgono alla fine del XV° secolo. Questo tipo di artigianato conobbe la sua diffusione nel XVI° secolo grazie alla dogaressa Morosina Morosini che creò un laboratorio. Con il passare del tempo il merletto di Burano acquisì fama internazionale e presto entrò a far parte del corredo di molte nobili famiglie europee. Alle fine dell’Ottocento nacque la scuola del merletto dove veniva tramandata l’arte, di generazione in generazione. La scuola venne poi chiusa nel 1970 dove oggi sorge il Museo del Merletto nel quale è possibile ammirare i meravigliosi capolavori delle merlettaie. Il museo conserva circa 200 esemplari della scuola eseguiti fra il XVI° e XX° secolo. Oggi all’interno dell’edificio è possibile vedere all’opera le merlettaie acquistando direttamente da loro prodotti autentici. Passeggiando per le colorate calli si giunge alla Chiesa di San Martino Vescovo.

Dedicata al Vescovo di Tours venne consacrata il 29 ottobre 1645 da Marco Antonio Martinengo, Vescovo di Torcello. La chiesa non ha un ingresso principale infatti si accede lateralmente da una porta in stile rinascimentale vicina alla Cappella di Santa Barbara. L’entrata è costituita da un vasto atrio che ospita la statua della Madonna. L’interno invece, è in stile lombardo- barocco con una pianta a croce latina divisa in tre navate sormontata da pilastri neoclassici. I molteplici colori delle case che oggi sono un’attrattiva per l’isola, in passato servivano per delimitare le proprietà; tuttavia esiste una leggenda  legata proprio ai colori dell’isola. Essa narra che erano i pescatori a dipingere le loro case per poi riconoscerle da lontano quando tornavano dopo lunghi periodi trascorsi in mare. Immergersi in una racconto del tutto fantastico vi permetterà ti “toccar con mano” le meraviglie di un tempo!

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L’isola di Burano è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici dal centro storico.

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