LE VERE TRADIZIONI VENEZIANE – 25 APRILE

Ogni anno, il 25 aprile,  la città lagunare rivive un tradizione che ha origine fin dalla seconda metà dell’ Ottocento. Il giorno di San Marco Evangelista,  in cui viene celebrata la festa del Santo patrono della città  ha per tradizione il dono del “bòcolo”.

L’usanza nasce dalla leggenda di Maria, figlia del Doge, che si innamorò ricambiata del giovane Tancredi. Il sentimento dei due giovani era osteggiato dal padre di Maria, che non avrebbe permesso un tale matrimonio.

Maria chiese a Tancredi di andare a combattere contro gli arabi in Spagna con l’esercito di Carlo Magno, per guadagnare fama: il padre così non  avrebbe più potuto opporsi al loro amore. Tancredi partì e si coprì di gloria in guerra.

Un triste giorno arrivarono a Venezia  i cavalieri francesi guidati dal famoso Orlando, eroe della battaglia del 778 a Roncisvalle. Cercarono di Maria e le annunziarono la morte di Tancredi. Colpito dal nemico, era caduto sanguinante sopra un rosaio. Prima di spirare, aveva colto un fiore e pregato l’amico Orlando di portarlo a Venezia alla sua amata Maria.

Maria prese la rosa tinta ancora del sangue del suo Tancredi e restò muta nel suo dolore. Il giorno dopo, festa di san Marco, fu trovata morta con l’insanguinato fiore sul cuore.

La tradizione vuole che gli uomini portino alle donne della propria famiglia un bocciolo di rosa rossa come simbolo di amore e affetto.

 

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