Situata nelle dolci acque della Laguna di Venezia e di fronte alle rive delle Fondamente Nove  è situata l’isola di Murano, abitata già nel 453 dC.  Nata come luogo di rifugio per gli abitanti della terraferma, diventò ben presto importantissima per la lavorazione artistica del vetro. Grazie a un decreto della Repubblica Serenissima risalente al 1295 a Murano vennero trasferite le fornaci evitando che divampassero gravosi incendi nel centro città. Questa fu una data importante, infatti da questo momento in poi le attività dei mastri vetrai vennero concentrate tutte sull’isola che cominciò ad essere identificata come il luogo da cui ebbero origine le bellissime e colorate opere. I prodotti dell’industria muranese acquisirono ben presto rinomanza mondiale. Precisamente, nel corso del 15° secolo Murano raggiunse fama mondiale per la produzione di vetri soffiati mentre con la fine della Repubblica di Venezia la produzione del vetro si fermò e riprese vigore solo nel 19° secolo.

Murano non è solo vetro ma anche arte che trova connubio con la storia. Oggi nell’isola è possibile ammirare il Duomo dei Santi Maria e Donato che venne costruito probabilmente nel 7°secolo.  Dopo la conquista di Cefalonia, nel 1125, vennero collocate le spoglie di Donato al quale si deve il nome della Chiesa. All’interno della chiesa, la più importante dell’isola, si può ammirare un notevole pavimento mosaicato risalente al 1140 oltre ai pregevoli affreschi attribuiti alla scuola giottesca. Unica nel suo genere, la costruzione religiosa ospita un’abside in stile veneto- bizantino posta all’esterno. Un ulteriore importante chiesa è quella di Santa Maria degli Angeli fondata nel 12° secolo. Al suo interno sono presenti dipinti di Jacopo Palma il Giovane. In questo luogo furono sepolti alcuni personaggi importanti che vissero durante la Serenissima Repubblica. Uno di questi fu il Doge Sebastiano Venier, condottiero dell’armata che sconfisse i Turchi nella battaglia navale di Lepanto nel 1571. Oggi le spoglie sono conservate nella Basilica di San Giovanni e Paolo. Girovagando per le calli dell’isola non ci si può dimenticare della chiesa di San Pietro Martire.

 

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